Distribuire studio e simulatore su 90 giorni
Un ritmo indicativo fra lezioni registrate ed esercitazioni, con i tre punti in cui il percorso si interrompe più spesso.
Perché 90 giorni sono indicativi
Il calendario di riferimento del percorso è di circa tre mesi. Non è una scadenza contrattuale: l'accesso resta disponibile secondo quanto indicato nelle condizioni, e la durata effettiva dipende dal tempo che ciascuno può dedicare.
Il numero serve a un altro scopo: rendere valutabile l'impegno prima dell'adesione. Questa scheda propone una distribuzione realistica e indica dove, nell'esperienza dei tutor, il ritmo tende a rompersi.
Il carico effettivo
Le 45 unità richiedono, in media, fra i 35 e i 50 minuti ciascuna comprensive di esposizione, lettura della scheda e verifica. Le unità con esercitazione nel simulatore arrivano a circa 70 minuti.
Su novanta giorni, completare il percorso significa dedicarvi in media tre o quattro sessioni a settimana. Non è un ritmo intenso, ma è un ritmo costante: è la costanza, non la durata delle singole sessioni, a determinare il completamento.
Chi accumula un ritardo di due settimane raramente lo recupera raddoppiando le sessioni. Funziona meglio spostare in avanti la data prevista di conclusione e mantenere il ritmo abituale.
Una distribuzione in tre fasi
Giorni 1–25 — impostazione
Unità 1–10 più le prime del nucleo. In questa fase il carico è più leggero e conviene sfruttarlo per stabilire l'abitudine: stesso giorno, stessa fascia oraria. È anche il momento per prendere confidenza con l'interfaccia del simulatore senza pressione.
Giorni 26–65 — nucleo
Unità 11–30, la parte più densa. Qui i concetti si accumulano e la verifica di autovalutazione diventa lo strumento principale per capire se procedere. Se due verifiche consecutive risultano insufficienti, conviene fermarsi e ripassare anziché avanzare.
Giorni 66–90 — consolidamento
Unità 31–45 e preparazione alle prove. Il carico di contenuti nuovi diminuisce; aumenta quello di ripasso. È la fase in cui l'assistente per il ripasso è più utile, perché lavora su materiale già visto.
Dove il ritmo si rompe più spesso
Tre punti ricorrono con regolarità:
- Attorno all'unità 12. Finita la parte introduttiva, il livello sale in modo percepibile. Chi si aspettava una progressione lineare rallenta qui.
- Alla prima esercitazione lunga nel simulatore. Richiede una sessione più estesa; se non la si pianifica, tende a slittare ripetutamente.
- Fra l'unità 30 e la 31. Il passaggio dal nucleo al consolidamento dà l'impressione che la parte difficile sia finita, e la frequenza cala proprio quando servirebbe stabilità.
Il percorso non si interrompe per difficoltà del contenuto. Si interrompe quando smette di avere un posto fisso nella settimana.
Organizzare le sessioni
Alcuni accorgimenti che i tutor suggeriscono più spesso:
- Fissare le sessioni in calendario come impegni, non come intenzioni.
- Chiudere ogni sessione a unità completata, non a metà: riprendere da un punto intermedio costa più tempo del previsto.
- Tenere un elenco personale dei termini incontrati e non ancora chiari, da verificare a fine modulo.
- Programmare le esercitazioni lunghe nel giorno della settimana in cui si dispone di più tempo.
Prima delle prove
Le due prove finali — questionario ed esercizio in simulatore — richiedono una preparazione diversa dallo studio corrente. Il questionario verifica definizioni e limiti; l'esercizio verifica la capacità di ordinare osservazioni su dati già forniti.
Nell'ultima settimana conviene ridurre i contenuti nuovi e concentrarsi sul ripasso delle schede, in particolare quelle relative ai limiti dei metodi: è la parte che nelle verifiche risulta meno presidiata. Le soglie di superamento vengono comunicate prima della sessione, così da sapere in anticipo che cosa è richiesto.